Opening | Ristorante 28Posti | Milano

Inaugura a Milano il ristorante “28Posti”, in zona ticinese. Leggi il comunicato stampa! Read the press release!

Ristorante 28 POSTI

Il locale è intimo e accogliente, solo 28 coperti. Si trova in una via tranquilla e appartata nel cuore dei Navigli, e ha preso il posto dello storico Karaoke CantaMilano. Il progetto architettonico ha riportato il locale allo stato originario inserendo nuovi elementi di arredo prodotti interamente con materiali di recupero. La cucina è l’anima del progetto, a cui gli ospiti potranno accedere tramite un rapido passaggio obbligatorio all’ingresso e una feritoia in sala che svelerà la preparazione dei piatti. I lavori edili sono stati eseguiti dai detenuti dell’Istituto Penitenziario di Bollate, che hanno potuto beneficiare dell’Art. 21 prendendo parte al cantiere. In seguito a quest’importante esperienza, il ristorante continuerà a dedicarsi con impegno alla reintegrazione professionale di categorie svantaggiate.

La chef Caterina Malerba nasce in Calabria precisamente a Pizzo Calabro uno splendido paese sul mar Tirreno, dove insieme al marito apre il suo primo ristorante. Dal 1995 ad oggi hanno saputo far germinare dalle radici della tradizione un nuovo ricettario di grande qualità e gusto ricercato. La grande passione per il cibo, la curiosità delle nuove tecniche e la ricercatezza dei prodotti di qualità hanno permesso alla chef di affermarsi in pochi anni e mantenere un identità propria in un territorio difficile. La nostra cucina è orientata verso valori etici, attenta alla qualità degli alimenti, al rispetto dell’ambiente e all’equità dei processi di produzione.

BOLLATE LAB L’Associazione Liveinslums Onlus, partner del progetto, ha avviato all’interno del carcere un laboratorio di falegnameria e costruzione degli arredi, a cui partecipano i detenuti che sono impossibilitati ad uscire, individuati dagli educatori e seguiti dai membri dell’associazione durante tutto il periodo di formazione e lavoro. All’interno del laboratorio vengono costruiti tavoli, porte e armadiature disegnati da Francesco Faccin e realizzati con il contributo del maestro ebanista Giuseppe Filippini. Il ristorante ha in programma di diventare anche vetrina di questi arredi e creare una rete di vendita a filo diretto con il carcere di Bollate. Il laboratorio continuerà infatti a sviluppare progetti legati al cibo e non solo, con un fitto programma di ospiti esterni appartenenti al mondo del design milanese, che potranno creare e interpretare una nuova linea arredi insieme ai detenuti.

Progetto architettonico: Francesco Faccin , Maria Luisa Daglia , Gaetano Berni

Interior design: Francesco Faccin
Bollate lab: Liveinslums + Francesco Faccin e Giuseppe Filippini
Educatori responsabili del progetto: Catia Bianchi – Matilde Napoleone
Immagine coordinata: Claude Marzotto
Chef: Caterina Malerba
Brigata: Erica Petroni (souf chef) e Andrea Franzoni (commis)
Il progetto e’ patrocinato da: Assessorato alle politiche sociali del comune di Milano; Seconda casa di reclusione di Bollate diretta da Massimo Parisi; Camera di Commercio di Milano; Settore artigianato e attività produttive del Comune di Milano