About

 

 

Foto di Nico Tucci

Francesco Faccin nasce nel 1977 a Milano.

Nel 2003, dopo aver frequentato l’Istituto Europeo di Design , lavora nello studio di Enzo Mari. Nel frattempo inizia l’attività come designer indipendente collaborando con aziende italiane e straniere. Dal 2004  sviluppa progetti auto-producibili in piccola serie. Lavora in stretta collaborazione con gli artigiani, attento a controllare personalmente tutte le fasi dello sviluppo del prodotto e appassionandosi alle problematiche del progetto, in particolare a quelle che si riferiscono al legno e al lavoro artigianale. Negli stessi anni lavora e collabora con il modellista e liutaio Francesco Rivolta. Nel 2007 partecipa per la prima volta al SaloneSatellite con il tavolo “Quadrato” che entra in produzione e viene selezionato per la collezione permanente del Cosmit. Nel 2009 incontra Michele De Lucchi con cui inizia una collaborazione tuttora in corso. Nel 2010 partecipa al SaloneSatellite per la seconda volta e  insieme ad Alvaro Catalan de Ocòn  vince il Design Report Award 2010. Dal 2010 è docente di Industrial design presso la NABA di Milano con un corso di Product Design intitolato “Progetti non Oggetti”. Nel 2012 viene invitato dalla ONG “Liveinslums” a progettare gli arredi della “why not academy” di Nairobi. Nel 2012 disegna gli interni del ristorante”28 Posti” a Milano realizzando gli arredi con i detenuti del carcere di Bollate a Milano, in  un laboratorio istituito per questo progetto e tuttora funzionante. Nel 2013 viene invitato, in qualità di “Affiliated Fellow” a trascorrere 4 mesi presso la prestigiosa American Academy in Rome , dove svolge una ricerca volta a creare una mappatura del tessuto produttivo-artigianale del centro storico di Roma. Sempre nel 2013 presenta  in Triennale una raccolta di oggetti selezionati negli Slum di Nairobi, realizzati con rifiuti urbani ma con le logiche tipiche della produzione seriale; La mostra è intitolata “Made in slums” , curata da Fulvio Irace.Collabora con aziende e Ong Italiane e straniere come Tod’sSaeco, Danese, Miniforms, Bolia, Valsecchi1918, Officinanove, Liveinslums, Comieco, Slow Food, NilufarGallery oltre a svolgere costantemente ricerca attraverso lavori in piccola serie.

Il suo lavoro è stato pubblicato sulle più importanti riviste, nazionali ed internazionali (Domus, Interni, Abitare, Intramuros, Wallpaper, Details, Inventario, Design Report, Monocle, Elle Decor, …)

 

Francesco Faccin, was born in Milan 1977.

In 2003 after having finished his studies in Industrial Design in Milan, Faccin works at the Enzo Mari design studio. In the meantime he starts up his career as a freelance designer, collaborating with Italian and International companies such as Tod´s, Segis, DAE. From 2004 to 2007 he works in small scale self-production projects with local craftsmen, carefully supervising the whole process and development of the products and getting closely involved with the various issues of the new challenge: In particular to those regarding wood manipulation and craftsmen labour. At this same period he collaborates with the lute-maker and model-maker Francesco Rivolta. In 2007 he makes part of the SaloneSatellite for the first time. In 2009 Faccin meets Michele De Lucchi and since then they work in mutual collaboration. In 2010 he joins the SaloneSatellite for the second time and wins the Design Report Award 2010. Since 2010 he is professor at the NABA University where has a course entitled “Projects not Objects”. In 2012 he has been invited by the NGO “Liveinslums” to design the furniture of the “why not academy” in Nairobi. In 2012 he designed the interiors of the   ”28 Posti” restaurant  in Milan, creating furniture with the collaboration of the inmates of the Bollate prison  in Milan, in a laboratory established specially for this project, and still operating. In 2013 he was invited, as an “Affiliated Fellow”, to spend four months at the prestigious American Academy in Rome, doing a research about the productive fabric and craft of the historical center of Rome. In the same year at the Triennale di Milano presents a collection of selected objects from the Slums of Nairobi, made with municipal waste but  realized with the typical logic  of the mass production, the exhibition is titled “Made in the slums” and curated by Fulvio Irace. He actually collaborate whith Italian and International clients such Tod’s, Saeco, Danese, Miniforms, Bolia, Valsecchi1918, Officinanove, Liveinslums, Davide Groppi, SlowWood, Comieco...

His work has been published in the most important  worldwide magazines (Domus, Interni, Abitare, Intramuros, Wallpaper, Details, Inventario, Design Report, Monocle, Elle Decor, …)

 

 

Enzo Mari says about me:

2006

 

 

Marco Romanelli says about me:

2010

Every designer relates to a landscape. A landscape that, in the time of his creative life, the designer covers far and wide, climbing its peaks and plunging into its depth. A landscape that we, the project consumers, are invited to enter walking on tiptoe, unable to completely understand certain roads, certain winding alleys, certain impasses.[...]

And where is Francesco Faccin in all this traveling along wide roads or narrow roads? Certainly, he isn’t on life’s highways.[...] Necessarily, therefore, Francesco is on the project’s paths, along those routes where one looks, with difficulty, for a thorny flower and then has to explain what he has found to the others who were expecting at least a box of porcini mushrooms!

And we, explorers of design without compass, like that Francesco stays there.  But we wait for him not only along the alpine routes, rich of the ancient wood that Francesco knows and loves, but also along the steep sides where the marble is dug out, and in the pleasant places where the clay is kneaded, in the noisy factories where the plastic is pressed. We wait for Francesco to arrive, slowly slowly, with no rush, to the other landscapes of his travel as a designer. The landscapes that are waiting for him and from where he will be able to bring back different stories and objects.

 

Ogni progettista corrisponde ad un paesaggio. Paesaggio che, nel tempo della sua vita creativa, il progettista percorre in lungo e in largo, salendo sulle vette e immergendosi negli abissi. Paesaggio in cui noi fruitori del progetto siamo invitati ad entrare in punta di piedi, impossibilitati a comprendere pienamente certe strade, certi vicoli tortuosi, certe impasse. [...]

E dove  sta Francesco Faccin in tutto questo viaggiare per strade larghe o strade strette? Certo non sta nelle autostrade della vita[...]. Quindi necessariamente Francesco sta sui sentieri del progetto, lungo quei percorsi in cui si cerca, con fatica, e poi si deve spiegare ciò che si è trovato, un fiore spinoso, a degli altri che si aspettano almeno almeno una cassetta di funghi porcini!

E a noi, esploratori del design senza bussola, piace che Francesco stia lì. Lo aspettiamo però non solo lungo i percorsi alpini, ricchi del legno antico che Francesco conosce e ama, ma anche sulle pareti scoscese dove si cava il marmo, ma anche nei luoghi ameni dove si impasta l’argilla, nelle fabbriche rumorose dove si stampa la plastica. Aspettiamo che Francesco arrivi, piano piano, senza fretta, negli altri paesaggi del suo viaggiare da progettista. I paesaggi che lo aspettano e da cui potrà riportare storie e cose diverse.